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lunedì 20 ottobre 2008

La mia cura per la tendinite

Ho deciso di fere questo mini post perchè in questi giorni in tanti mi hanno detto di avere lo stesso problema e mi hanno chiesto come lo stessi curando.

Per il momento la cura è questa..

La mia cura anti-infiammazione al "Tendine d'Achille":

GHIACCIO, GHIACCIO, GHIACCIO!! Poi Vltaren Gel e/o Arnica in gel. Invece dell'Aulin uso, con cautela, BRUFEN (vedi anche questo articolo interessante) che è comunque un antinfiammatorio non steroideo.

imageIn questo momento sto anche usando, sia nelle scarpe normali che in quelle da corsa, uno spessore in lattice al livello del tacco per alleggerire lo sforzo sul tendine. Davvero utile. Anche durante la corsa la sollecitazione del tendine è sensibilmente diminuita.

Si chiama GEL SUPPORT (Podogel) di Zanni. e si trova abbastanza facilmente in farmacia.

Per ultimo in questi giorni dovrò prendere un appuntamento in uno studio di fisioterapia per l'applicazione dei famosi "cerotti drenanti" che dicono siano miracolosi!

Questo è tutto. Avete altre esperienze? Consigli?

giovedì 6 marzo 2008

Arnica montana

Volevo riprendere una cosa che in fase di recupero dal mio infortunio mi ha dato molto giovamento: l'Arnica.
Me l'ha consigliata il mio fisioterapista e il farmacista ne ha esaltato le sue qualità. Ecco a fianco il mio boccetto con le capsule di Arnica che ho comprato. E allora via alla ricerca su internet delle sue proprietà salutistiche...
Su Dica33 trovo una sceda molto striminzita, allora mi dirigo sulla sempre utilie Wikipedia.

Arnica montana
Con Arnica ci si riferisce spesso all'
Arnica montana, una pianta che cresce in montagna e viene usata per la cura di lividi e dei muscoli irrigiditi. L'arnica è spesso usata come droga.


COME? COME? DROGA??? MA VA...
Ma dal sito Agraria.org si legge qualcosa di più tranquillizante:

ARNICA
Habitat: pascoli della regione montana.
Giustamente l'arnica è stata definita fin dai tempi più antichi "la panacea dei caduti", infatti miracolosi sono i suoi effetti negli infortuni in genere, nelle distorsioni e nelle botte solenni che lasciano lividi bluastri su tutto il corpo. L'arnica fiorisce sui prati piuttosto umidi di montagna e si presenta come una grande margherita tutta giallo-aranciata, dall'odore aromatico e dal sapore decisamente amaro. A scopo medicinale si raccolgono i capolini che si seccano accuratamente all'ombra. E' buona precauzione, però, verso agosto o settembre sradicare una decina di piante - non di più secondo una moda vandalica troppo diffusa - ed essiccarle con molta accuratezza, radice compresa.Con i fiori di arnica si può preparare un efficace anti-reumatico mettendone a macerare, per 8 o 10 giorni, trenta grammi in mezzo litro di alcol puro. Quindi si cola, aggiungendo un dado di canfora, un bicchierino di trementina e sbattendo a lungo finché la canfora si sia sciolta. Alla fine si aggiunge al tutto un bicchiere di acqua per ridurre la gradazione di questo efficace linimento, che si usa esternamente per energici massaggi sulle parti dolenti.Contro le distorsioni, le contusioni o le botte in genere si usa la tintura d'arnica preparata mettendo a macerare in un bicchiere d'alcol 10 grammi di radice di arnica secca, sbattendo il tutto una volta al giorno e per venti giorni consecutivi. Quindi si cola e si conserva il liquido ottenuto in luogo oscuro.Quando abbisogna, si versano in una scodella un cucchiaio di questa tintura, due cucchiai di glicerina e tre di acqua. Con una pezzuola bene imbevuta di questa soluzione si fanno numerosi impacchi sulle parti doloranti, accertandosi, però, che non ci siano piaghe. Se si soffre di naso otturato e di testa appesantita da un catarro lento a risolversi, si ottengono dei grandi benefici annusando qualche pizzico di fiori di arnica finemente polverizzati. L'arnica serve, infine, per curare i foruncoli che deturpano la pelle. Si applica sulla parte dolente un impasto di due cucchiai di miele ed un cucchiaio di tintura d'arnica, sopra ricordata."


Posso dire solamente che si tratta di un medicinale omeopatico che mi ha aiutato ad accellerare il recupero fisico e che si basa su estratti naturali: lo consiglio davvero.

sabato 16 febbraio 2008

Tecarterapia o diatermia


Stamattina, ore 9.00 mi fiondo a Mantova per una seduta di tecarterapia dal mio fisioterapista. Questo è il macchinario infernale a cui vengo sottoposto durante queste sedute riabilitative. In un momento di pausa l'ho immortalata con il mio cellulare.


Mettiamoci alla ricerca per capire un po' di più sul suo funzionamento e Google in questi casi è insostituibile.

Intanto scopro subito che Tecar è un marchio registrato da Unibell International, un'azienda che opera nel settore dell'estetica professionale e nella medicina dello sport da circa 25 anni.

Dal sito si legge che: "La Tecar® è una nuova forma di terapia ed è considerata una novità assoluta nel mondo della prevenzione degli infortuni e della riabilitazione. È un metodo di cura semplice e non invasivo che accelera i tempi di recupero dell'organismo dopo un infortunio. Già apprezzata nel mondo dello sport di alto livello, dove viene utilizzata da tempo come metodo fisioterapico d'avanguardia..."

Sul suo funzionamento si legge che: "La Tecar® riattiva i naturali processi fisiologici del metabolismo tissutale, trasferendo energia biocompatibile senza proiezione di energia radiante dall'esterno. ... La Tecar® impiega un'apparecchiatura d'avanguardia denominata HCR 901 che crea un campo elettromagnetico alternato che accumula e respinge le cariche elettriche libere presenti sotto forma di ioni in ogni substrato biologico. Attraverso questo movimento controllato: si trasferisce al tessuto l'energia associata al campo senza proiettarla dall'esterno; si generano dall'interno del tessuto flussi di cariche elettriche naturali denominate tecnicamente correnti di spostamento. " Sugli effetti: "Biochimico: riequilibra il disordine enzimatico degli adipociti e accelera il metabolismo ultrastrutturale delle cellule richiamando sangue ricco di ossigeno, velocizzando il flusso e facilitando il drenaggio linfatico dalle aree periferiche non affette dalla cellulite. Termico: per l'effetto Joule prodotto dalle correnti di spostamento induce una endotermia profonda e omogeneamente diffusa. Meccanico: aumentando la velocità di scorrimento dei fluidi drena la stasi emolinfatica, tonifica le pareti vascolari. "

Sulla sempre validissima WIKIPEDIA si trova una scheda sulla Diatermia. Quì è interessante leggere che "Il Comitato Nazionale per la Bioetica (il 18 marzo 2005) ha precisato che la diatermia non è classificabile tra le medicine alternative (come lo sono invece la pranoterapia, la medicina ayur-vedica, la medicina antroposofica, l’omotossicologia, l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese e quella tibetana, la cromoterapia, i fiori di Bach, il Rei-ki, l’iridologia, ecc.), ovvero senza riscontri scientifici di efficacia, bensì tra le medicine empiriche (al pari di pratiche terapeutiche, come l’agopuntura reflessologica, la fitoterapia o la medicina manuale, etc.), che appaiono, cioè, in casi determinati, benefiche per i pazienti."

Ho trovato anche il sito dell'azienda che produce il macchinario che utilizzo: Sixtus. Ma non ho trovato molte informazioni in più.

Mmmm, finquì quantomeno poco chiaro! Andiamo oltre.. magari cercando tra i "riferimenti" nel running.

Ne parla bene Albanesi e questo è confortante. Albanesi dice che la Tecar: "è una terapia di tipo hard, cioè con un indice di efficienza interessante." e ancora che "è una tecnica che stimola energia dall'interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antiinfiammatori.". Conclude così: "Gli studi sono ancora limitati, alcune testimonianze (atleti) ne parlano veramente bene, soprattutto per lesioni muscolari acute e traumi distorsivi. Da un'analisi di alcune ricerche universitarie sembra si possa affermare che i tempi di recupero sono all'incirca dimezzati. ". BENE!

Anche Fulvio Massini ne esalta le qualità dicendo che "L’eliminazione del dolore è un effetto percepito dal paziente sin dalla prima seduta: essa facilita e rende più efficaci le successive manovre riabilitative, che vengono attuate su muscoli e tendini già liberati dalla cosiddetta contrattura antalgica. L’assenza del dolore permette di spingere in profondità il massaggio, ottenendo risultati più rapidi e allo stesso tempo più stabili. La Tecarterapia è in grado di trattare con efficacia e in tempi brevi le patologie che riguardano ginocchio, spalla, anca, caviglia, colonna vertebrale, mani e muscolo. Ma anche le patologie dolorose infiammatorie osteoarticolari e muscolari quali artrosi, lombalgie e sciatalgie. Inoltre la terapia può essere ripetuta anche più volte nell’arco della stessa giornata, a tutto vantaggio dei tempi di recupero motorio.". MOLTO BENE!

Si direi che tutto sommato sono confortato da questi pareri. Alla fine del trattamento aggiungero anche il mio.

sabato 9 febbraio 2008

Diagnosi

Non si tratta di una semplice contrattura ma di uno "Strappo lieve al gemello mediale". Tra le possibili lesioni certamente non la migliore.

Questa è la diagnosi che non avrei voluto sentire dal fisioterapista che miracolosamente ho trovato per una visita urgente questo pomeriggio. Mi ha vivamente consigliato di non correre... ma io gli ho detto: "Dottore, io domani corro... mi prescriva quello che vuole ma corro!".

Mi ha sottoposto per mezz'ora alla Tecarterapia localizzata sul polpaccio dolente con un macchinario che subito mi ha dato una sensazione di benessere. Poi un bendaggio particolare con un punto di pressione sulla parte dolente. Arnica in compresse da sciogliere sotto la lingua (una compressa ogni ora!).
Questa è la terapia d'urto... se domani mattina sentirò che non è stata sufficiente... desisterò.

venerdì 8 febbraio 2008

Aaaaarggghhh!!!! una contrattura!!!!!!



AAAHHHHH!!!!! Nooooo!!! No cavolo! non ci voleva!!!!


Stasera, volendo uscire per l'ultimo allenamento di rifinitura in vista della gara di Domanica, mi sono portato sul lungolago a Peschiera per una corsetta lenta di 6 km. E pensare che mi sono coperto anche abbastanza bene. ma forse per un colpo di vendo freddo improvviso e forse per il mancato stretching iniziale dopo un chilometro di corsa lenta ho avvertito un dolore acuto al polpaccio destro. Ho pensato: "No cavolo, no! Dai non è niente, adesso faccio un po di stretching e vedrai che poassa". Invece il dolore persisteva, anzi aumentava! "Meglio smettere" ho pensato.
Mi fa male cacchio!!! Ma non è possibile a un giorno dalla gara!!! Ma dai!!!!
Sarà una contrattura? Uno stiramento? Solo un crampo? Mah!
Ho passato la serata a leggere articoli sui rimedi...

Albanesi fa un bell'articolo sulla contrattura muscolare.

Per contrattura da sport si intende l'aumento involontario e permanente del tono muscolare (che può durare al massimo 3-7 giorni) durante o a seguito dell'attività sportiva. I sintomi sono rappresentati dalla sensazione che il muscolo si opponga all'allungamento rimanendo contratto; il dolore è anche evocato alla palpazione che permette a sua volta, di notare l'ipertonia delle fibre muscolari. La comparsa dei sintomi avviene spesso con una latenza di 8-24 ore; le fibre muscolari contratte comunque sono sane, ma non è da escludere che il muscolo interessato presenti piccole lesioni (elongazioni di sole alcune fibre muscolari) che evochino proprio una contrattura antalgica.

Cause – Attualmente le cause precise delle contratture non sono ben definite; sicuramente uno sforzo non adeguato al proprio grado di allenamento può dare diversi problemi, tra i quali, proprio una contrattura. Tra le cause ipotizzate da diversi autori troviamo:

  • riscaldamento insufficiente.
  • condizioni di fatica, in particolar modo associata a contrazioni eccentriche
  • problemi anatomici e funzionali come asimmetrie degli arti, difetti posturali, debolezza di alcuni gruppi muscolari, squilibri indotti dall'allenamento (per esempio il potenziamento fatto male) ecc.
  • eccessiva tensione emotiva che sfocia in un'attivazione troppo elevata.
Trattamento – Alla comparsa dei sintomi è necessario astenersi da tutte le attività che evochino fastidio o dolore alla zona interessata. Se si tratta di una semplice contrattura anche il trattamento conservativo (banalmente, il solo riposo!) permette nell'arco di 3-7 giorni (a seconda dell'aumento del tono muscolare) di far scomparire la sintomatologia.
Nel caso si voglia accelerare il recupero, i mezzi da attuare sono quelli che permettono di distendere la muscolatura senza provocare lesioni e migliorare il recupero muscolare.

Visto che le cause precise delle contratture non sono ben definite, è difficile ipotizzare rimedi validi per tutte le situazioni; tra i più gettonati sono da ricordare: Massaggi, Esercizi di mobilità attiva, assunzione di miorilassanti e FANS, Strech and spray, cicli di contrazione/rilasciamento, impacchi caldo-umidi, elettrostimolazione, fanghi termali

Conclusioni
La terapia di elezione della contrattura dello sportivo dovrebbe essere il riposo sportivo, cioè l'assenza da quelle attività che evochino dolore e/o fastidio alla zona interessata.


CHE COSA?!?!

3-7 giorni di stop??? Riposo assoluto, sospendere la competizione????

..adesso me ne vado a letto e non ci penso, vediamo domani mattina come siamo messi!

lunedì 14 gennaio 2008

Sono abile!

Si, ho ottenuto il mio primo certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica rilasciato dal dott. Luigi Pressi di Lugagnano (VR). Questo certificato mi è innanzitutto necessario per affrontare la maratonina competitiva di Giulietta e Romeo del 10 febbraio prossimo ma è uno sprono ulteriore per impegnarmi ed uscire maggiormente a correre.



2008-01-08 Certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica - coperto

Esame spirometrico: FVC = 5,53 (Normale)

Pressione arteriosa a riposo= 80/120

giovedì 29 novembre 2007

Crampi


Ore 20.00: Corso di nuoto a Desenzano. Pensavo ad una lezione tranquilla e invece dopo circa mezz'ora ho avuto un crampo anche abbastanza doloroso al polpaccio sinistro. Sinceramente mi capita così raramente di avere crampi che non ho mai approfondito il fenomeno. Ma cosa sono e soprattutto a cosa sono dovuti?


Trovo grazie a Google questo interessante articolo su Sport e Medicina:



Capita a volte, praticando l'attività sportiva, di avvertire un dolore al polpaccio, alla parte posteriore della coscia o al piede, improvviso e spesso molto acuto. è un dolore intenso e lancinante, che non scompare e impedisce il protrarsi dell'attività fisica stessa; questa situazione si chiama "crampo".I crampi sono delle contrazioni muscolari violente, involontarie ed improvvise che solitamente si presentano durante uno sforzo, o perfino durante la notte, nel sonno. Queste contrazioni sono favorite dalla perdita di liquidi e sali minerali che avviene con la sudorazione durante l'attività fisica.
In effetti, quando si suda durante un allenamento, si crea uno squilibrio elettrolitico nei muscoli, dovuto proprio alla perdita di liquidi e sali minerali contenuti nel sudore. Questi elementi vanno, quindi, reintegrati al più presto possibile. Se ciò non accade, è possibile andare incontro ai crampi.I crampi però possono essere evitati, innanzitutto praticando stretching prima e dopo l'attività fisica e prolungando le sedute di allenamento ogni volta un po' di più, in modo che il corpo si abitui gradualmente allo sforzo fisico.Abbinate a questa pratica anche un immediato reintegro di liquidi e sali minerali con appositi cibi o bevande che contengano le giuste quantità di sodio, magnesio, calcio e potassio. Può essere utile anche, prima di iniziare l'allenamento, bere del succo di frutta e dell'acqua minerale, che serviranno a contrastare la successiva perdita di liquidi.
Evitate di assumere diuretici, antistaminici o alcolici prima dell'allenamento perché i primi aumentano la perdita di liquidi mentre i secondi favoriscono la disidratazione. Evitate anche di fare attività fisica subito dopo aver mangiato, poiché la digestione utilizza la maggior parte del sangue in circolo sottraendolo a tutto il resto del corpo, quindi anche ai muscoli, predisponendo più facilmente all'insorgenza dei crampi. Anche l'abbigliamento può essere d'aiuto: non indossate nulla di scuro, ma preferite indumenti chiari perché questi assorbono meno calore e quindi vi fanno sudare di meno. Inoltre assicuratevi che il materiale con cui sono fatti gli indumenti che utilizzate per l'allenamento siano capaci di far traspirare la
pelle, garantendovi così la giusta temperatura; evitate quindi indumenti
"plastificati", che alterano la termoregolazione (e non servono a far dimagrire!). Per quanto riguarda le calzature evitate le scarpe troppo strette o di stringere troppo i lacci.Non vi sono cure particolari per i crampi. L'unica soluzione è quella di reintegrare immediatamente i liquidi persi e di agire direttamente sul muscolo colpito. Se il crampo vi ha colpito al
polpaccio, sedetevi a terra con la gamba dolorante tesa e l'altra piegata, afferrate le dita del piede e tirate verso di voi finché non sentite che la rigidità del muscolo diminuisce. Se il crampo, invece, ha colpito la coscia, dovete ricorrere all'aiuto di qualcuno che vi alzi il calcagno e spinga forte il ginocchio verso il basso, mentre voi massaggiate il muscolo colpito. Entro pochi secondi tutto dovrebbe passare. Se il crampo colpisce il piede, fate come per il polpaccio, tirate verso di voi le dita e spingete il calcagno in avanti; se colpisce la mano, congiungete la mano dolorante con quella che non vi fa male e spingete le dita verso il polso. Tutte queste tecniche, così come lo stretching, servono ad allungare il muscolo ed evitare che questo si contragga più del dovuto, o a riportarlo ad una lunghezza normale quando viene colpito dal crampo. E' importante eseguire queste azioni di "allungamento" in maniera dolce e graduale: un movimento "brusco" potrebbe accentuare la contrattura del muscolo invece di favorire la scomparsa della stessa.




Cito anche un altro articolo che si può trovare su MediciItalia. Spero comunque di recuperare alla svelta per poter fare una garetta Domenica.


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correre, jogging, running, podismo, podistica, podista, atletica, amatore
 
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